VINTO IL RICORSO AL TAR DEL LAZIO: SARA' POSSIBILE OTTNERE IL BENEFICIO PREVIDENZIALE PER MIGLIAIA DI LAVORATORI
IL TAR DEL LAZIO ACCOGLIE IL RICORSO DELLE ASSOCIAZIONE DEGLI ESPOSTI E VITTIME DELL’AMIANTO CONTRO IL MINISTERO DEL LAVORO MIGLIAIA DI LAVORATORI DEI 500 SITI OGGETTO DI ATTI DI INDIRIZZO POTRANNO OTTENERE
Il TAR del Lazio con dispositivo del 18 giugno ha accolto il ricorso delle associazioni dei lavoratori esposti all’amianto assistite dall’Avv. Ezio Bonanni ed ha annullato parzialmente il Decreto nella parte in cui, discriminando, limitava l’applicabilità della norma, di cui all’art. 1, commi 20-21-22, della legge 247 del 2007, ai lavoratori di 15 dei 500 siti per i quali era intervenuto l’atto di indirizzo ministeriale, che aveva dichiarato la loro esposizione all’amianto.
Come si legge testualmente nel dispositivo“Il Tribunale Amministrativo Regionale per
CONTRAMIANTO E ALTRI RISCHI ONLUS con le altre associazioni ritiene il provvedimento di grande giustizia verso tutti i lavoratori proprio perché il Ministero del Lavoro aveva emesso circa 500 atti di indirizzo, relativi a siti dove più alta era la concentrazione di amianto e maggiore l’esposizione dei lavoratori e quindi la discriminazione a soli 15 siti dell’allora Ministro del lavoro non era ritenuta accettabile ne comprensibile, anche in relazione alla maggiore probabilità dei lavoratori esposti all’amianto di contrarre patologie amianto correlate.
Con la sentenza del TAR si aprono le porte al prepensionamento per decine di migliaia di lavoratori che potranno finalmente ottenere i benefici amianto sino al 2003.
Ricordiamo che tutto il periodo per il quale sia riconosciuta l’esposizione ultradecennale all’amianto viene aumentato ai fini previdenziali del 50%, quindi per ogni dieci anni di esposizione si avrà diritto a cinque anni di prepensionamento.
CONTRAMIANTO E ALTRI RISCHI ONLUS assisterà con le proprie strutture tutti quei lavoratori che vorranno richiedere il risarcimento del danno, patrimoniale e non patrimoniale, come ormai acclarato dalla giurisprudenza.
Infatti, l’atto annullato ovvero nella parte annullata, ha determinato gravissimi danni a decine di migliaia di lavoratori, che in quanto tale sono legittimati ad agire, per la loro tutela individuale.
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